CONOSCIAMOCI MEGLIO...

In un anno ben poco definito ho ritrovato Babele.

Confusa nelle sue lingue. Disordinata negli usi e costumi.

Caleidoscopio di ascese, decadenze e trasformazioni incessanti.

Manifesta e al contempo misteriosa.

E proprio lì, su quella terra, vivevano quei due.

Parlo in prima persona. Sono una voce narrante. Un fuori campo da immaginare e ricreare. Non sono né Francesca né Mattia… sono la loro storia.

Una storia da leggere al contrario con un finale ancora da scrivere. Iniziata con un «...e vissero felici e contenti» e vissuta come l’esplosione di tutti i colori dell'iride.

Colori saturi. Puri. Materici. 

Prendono la vita senza sconti. Per quel che ne so io, la vita è fallimento, gioia, smarrimento e onorevole follia. Ma loro ancora bene non lo sanno.

Due metà che in sogno giocano alla roulette della vita. Due metà in cui è presente una piccola quantità in continuo mutamento del rispettivo opposto. 

Lui… aggrappato alla ruggine dei ricordi. Affascinato dalle persone dimenticate. Bisbigliatore di consigli mai applicati e inapplicabili al suo io. 

Lei… bella. Bella, ciao!

Dis-armonici a prescindere. Sognano? Si! Ma non credono nei sogni come riflessi del subconscio. I loro sogni sono interi mondi oltre il nostro. E nella consapevolezza della loro irraggiungibilità glissano la realtà. 

Sanno bene che la forza e la convinzione nelle proprie idee risulteranno sempre e per sempre eleganti. Ancor più se avanzate col sorriso!

Francesca e Mattia. Mattia e Francesca. 

Questa è la loro Storia. 

QUESTO E' SOLO
L'INIZIO...

 ...MA PERCHE' BABELE? 

«Non hai mai sentito parlare di Babele?»

«Babele? La città che voleva arrivare al cielo?»

«Suvvia una città… Era una torre al centro della città di Babele. In quegli anni -e fortunatamente anche al giorno d’oggi- donne e uomini vagavano per ogni parte della terra e, alcuni di loro, stanchi di errare cercavano dei luoghi dove stabilirsi e costruire case e villaggi.»

«Va bene ma questa torre come l’hanno costruita?»

«Ma quanta fretta! Dicevamo… molte persone si spinsero fino alla valle di Senaar.

Uno dei luoghi più remoti del deserto. Serpenti e scorpioni gli unici in grado di sopravvivervi. Nemmeno l’ombra di un sasso e assolutamente impensabile anche solo una goccia d’acqua.

In quell’amena valle scoprirono che mescolando paglia e fango e facendo asciugare l’intruglio al sole prendeva vita un materiale molto resistente. Fu proprio con quel composto che costruirono un’intera città! Uomini e donne arrivarono da ogni dove per popolare la valle e ben presto decisero di dare sfogo al loro ego costruendo la torre più alta mai nemmeno pensata. Così alta da superare le nuvole e il cielo e raggiungere il regno di Sua Emittenza»

«Ma fammi il piacere! Hanno costruito questa torre con il fango? Operai che venivano da ogni parte della terra? Come potevano tra loro comunicare tutte queste persone se parlavano lingue diverse? Volevo fare due chiacchiere con un viaggiatore ma credo di essere davanti a un ciarlatano!»

«Ma hai il sughero nella testa? Non sai che in quell’epoca si parlava una sola lingua su tutta la terra? Che chi veniva da Est si capiva alla perfezione con chi arrivava da Ovest?» 

«Continuo a credere che ti stai burlando di me…» 

«Ahhh Santa Emittenza! Torniamo a noi… i lavori procedevano a ritmi serrati e ben presto la Torre fu talmente alta da trovarsi a pochi metri dal regno di Sua Emittenza. Lui però reagì molto male. Voleva che gli uomini popolassero la terra, non che rimanessero fermi a costruire una Torre! Schioccò le dita e la torre crollò su sé stessa! E perché non osassero più disturbarlo, li sparpagliò per tutta la terra. Ad alcuni toccò il caldo deserto e ad altri il gelo dell’Artico. Ma non contento diede loro lingue diverse affinché fosse impossibile che tra loro si comprendessero. Nei secoli insieme alle lingue si aggiunsero culture e tradizioni capaci di dar vita all’ineguagliabile valore dell’essere diverso. 

Babele e' quindi il passato che ha trasformato il mondo in un luogo dove l'identico non esiste e la variabile umana è la costante.

Ora che sai chi è questa Babele Errante, andiamo insieme alla scoperta di tutto quel diverso in grado di rendere unica questa TERRA!» 

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