Repubblica Ceca

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Moneta: Corona Ceca

Costo della vita:

Numero abitanti: 

Superficie: 78.866 km²

Lingua:  Ceco

Capitale: Praga

Siti patrimonio Unesco: 12

               

 

"Sono i suoi uomini celebri - Kafka, Forman, Kundera, Havel... -  che hanno fatto la

reputazione di questo Paese dell'Europa centrale.

Saranno quindi la storia, così come la letteratura e la musica, le vostre  compagne di viaggio.

Incontrerete abitanti profondamente umani, mai rassegnati, fin troppo pazienti!

 

E poi Praga, la "capitale magica dell'Europa" secondo André Breton,

vi porterà al culmine di un'estasi romantica, persino vicina al dolore"

                                                                                                                                                                      (Les 1200 coups de coeur)

                                                                                                                    

Il nostro viaggio comincia il venerdì subito dopo lavoro: ci mettiamo in macchina e maciniamo quanta più strada riusciamo a fare finché non ci fermiamo stremati a Fiume per riposare.

La mattina seguente ci rimettiamo in viaggio dopo una bella colazione facendo una piccola ma azzeccatissima deviazione prima di raggiungere la terra bosniaca: il Parco Nazionale dei Laghi di Pltivice in Croazia.

Il parco è uno spettacolo, acqua limpida, cascate, rivoli, colori saturi e natura incontaminata.

La passeggiata nel parco alterna momenti sotto il sole a momenti sotto l'ombra delle piante, percorsi a bordo degli specchi d'acqua su passerelle in legno a sentieri nella boscaglia. 

GUARDA LA GUIDA DEDICATA AI LAGHI DI PLITVICE

Dopo questa irrinunciabile digressione proseguiamo in direzione Bosnia!

 

La prima tappa nel paese è Bihać, una piccola cittadina bagnata dal fiume Una dove ci fermiamo per alloggiare all’hotel quando il sole sta per salutarci.
La città è animata da una piacevolissima vita notturna: affasscinanti musiche balcaniche ci raggiungono dall’altra sponda della Una assieme a profumi di carne alla griglia magistralmente preparata sulla riva del fiume da giovani grigliatori locali.

La mattina seguente ci rimettiamo in marcia e dopo circa 2 ore di macchina raggiungiamo l’ingresso del Parco Nazionale Una dove, dopo aver acquistato il biglietto, ci viene alzata la sbarra d'ingresso al parco dal simpatico ranger Bosniaco. Per maggiori informazioni sui costi d'ingresso, le attività e gli orari del parco clicca QUI.
Entriamo nel parco dall’ingresso 1 con l’auto e percorriamo una strada sterrata nel bosco… incrociamo qua e là cartelli che indicano la possibilità di incontrare orsi e lupi ma purtroppo nessun orso è venuto a darci il benvenuto e poco dopo giungiamo alle cascate di Štrbački buk! 

Non vi sono divieti espliciti, però noi abbiamo evitato la balneazione vista la corrente fortissima! Per chi fosse interessato tantissime compagnie organizzano giornalmente rafting tra le correnti del fiume.

Continuiamo il nostro tour nel parco fino a raggiungere le cascate di Martin Brod. Gli abitanti di questo piccolo villaggio lavano i panni naturalmente con la corrente generate dalle sue bellissime cascate. Nota di merito ai contadini produttori di grappa alle prugne. Con pochi spiccioli assaggerete diverse tipologie di grappe prodotte dai contadini così da portare con voi quella che più si addice ai vostri gusti.

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Salutiamo momentaneamente le bellezze naturali della Bosnia per entrare a stretto contatto con la cultura locale e ci muoviamo in direzione Mostar.

La città è divisa in due, e ciò non è dovuto soltanto al fiume Naretwa. A seguito della disgregazione della Jugoslavia la guerra civile tra bosniaci e croati ha segnato ferite profonde all'interno della società bosniaca, e i segni del conflitto emergono in modo plastico visitando Mostar. Al nostro arrivo vediamo immediatamente un'alta croce che svetta sulla montagna che lambisce il lato ovest della città, simbolo religioso che pare di conquista piuttosto che di fraternità tra gli uomini e infatti, attraversando la città e spostandoci dall'altro lato di Mostar, notiamo il proliferare di moschee e minareti.

A congiungere le due facce di Mostar sta lo Stari Most, il Ponte Vecchio che era stato abbattuto nel 1993 dopo 800 anni di storia dall'esercito croato. Non si trattava di un obiettivo militare eppure la sua potenza era ancor più pericolosa poiché risiedeva nella capacità di evocare la possibilità di una convivenza pacifica di etnie e culture diverse all'interno dello stesso territorio.

Ad oggi lo Stari Most è stato ricostruito sul modello del ponte storico che fu un tempo ma la sua presenza non è stata sufficiente a ricucire le due anime della città: da un lato vive e lavora la parte cattolica, dall'altro la parte musulmana. Dobbiamo dire che entrambe sono un vero gioiellino e che questo sincretismo - o mancato tale - rende Mostar una cittadina dal fascino difficilmente replicabile.

Ma veniamo ai dettagli.

Il ponte è bellissimo, sia di giorno che di notte.

Il fiume Naretwa, che scorre a circa 20 metri sotto di esso, è azzurro e gelido. Ciononostante a Mostar è viva la tradizione dei tuffatori che ogni giorno organizzano uno spettacolo raccogliendo le offerte dai turisti e esibendosi in questo adrenalinico sport.

Per chi non gode di doti atletiche è comunque possibile bagnarsi nelle acque del fiume. Ho già detto che sono gelide? Non abbastanza. Sono gelide. Però il bagno lo abbiamo fatto ed è stato meraviglioso. 

A ridosso del ponte nella parte musulmana della città vi è un bellissimo bazar, nella parte cristiana invece molti locali caratteristici.

Assolutamente da fare: cenare in un ristorante con terrazza per godersi la vista sul ponte illuminato.

Prima di andare a dormire abbiamo ancora una volta ammirato la splendida Mostar in notturna dalla terrazza del nostro hotel.

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Attorno a Mostar vi sono delle cascate che, al contrario di quelle di Strabacki Buk, sono balneabili. 

Decidiamo di passarci una bella mezza giornata. Indossati i nostri costumi, e armati di scarpette e teli ci dirigiamo alle Cascate Kravice!

L'acqua qui non è gelida, anzi si sta benissimo. Vi consigliamo di scoprire tutti i luoghi nascosti celati tra queste meravigliose cascate. Il luogo è attrezzato con baretti e tavoli che non rovinano il fascino di queste cascate.

Lo spettacolo è veramente ineguagliabile. Andateci, non ve ne pentirete! 

Per coloro che invece non vogliono mai riposarsi (eccoci!) consigliamo di andare a visitare in un paio d'orette anche Pocitelj.

Si tratta di una tipica cittadina bosniaca semi disabitata abbarbicata su di un promontorio con una spettacolare vista sul fiume. Spicca il minareto di una antica moschea del 1563 che è possibile visitare pagando un biglietto d'ingresso simbolico (tranquilli, anche se siete mezzi nudi per le torride temperature estive, sono attrezzati per rendervi presentabili per un luogo sacro).

Noi speravamo sinceramente di trovare un chioschetto con una nonna Bosniaca ai fornelli sul cucuzzolo di Pocitelj, ma non è stato così! Le poche cucine aperte si trovano - e come non capirli - alle pendici.

Ciò detto la nostra rampicata ci ha regalato scorci stupendi tra i borghi e panorami mozzafiato, e ne è dunque valsa la pena. 

In ultimo, imperdibile una tappa a Blagaj Tekija. Si tratta di una casa dei dervisci del XVI secolo che vale davvero la pena visitare in quanto è un luogo di straordinaria raffinatezza e spiritualità. Al suo interno è conservata una copia dell'editto di Blagaj emanato dal Sultano Mehmet II el Faith col quale dichiarava i diritti fondamentali delle genti bosniache e trasmetteva nel lontano 1463 una lezione di tolleranza fondata sul rispetto delle credenze religiose altrui. 

Giunti a Blagaj è possibile parcheggiare la macchina sulla riva del fiume (leit motiv del viaggio). La Tekija si confonde con incredibile naturalezza alla roccia scavata nella montagna e sembra appoggiare le fondamenta direttamente sulle acque cristalline del fiume sgorgante dalla buia grotta che si apre nella pietra.

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È possibile anche prendere una barchetta e entrare nella grotta. Noi non l'abbiamo fatto, ma di una cosa siamo certi. Non perdetevi per nulla al mondo il caffè tipico bosniaco del cafè antistante la tekija. 

Il caffè bosniaco meriterebbe un capitolo a parte all'interno del nostro viaggio, ma diciamo solo che non va confuso con quello turco, che è un'esperienza unica, è che - lo diciamo da italiani - è superlativo.

PROSSIMA TAPPA: ROAD TO MONTENEGRO.

NON DIMENTICARTI DI LEGGERE LA NOSTRA GUIDA PER VIAGGIARE INFORMATO IN BOSNIA

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