AMATA SLOVENIA,

LACRIMA D'EUROPA.

Lipica

Grotte San Canziano

Predjama

Gola del Vintgar

Ljubljana

Lago di Bled

Postojna

Nello stretto abbraccio di una possente parete rocciosa svetta orgogliosamente il Castello di Predjama e risplende la leggenda del meno inflazionato Erasmo. 

Eroe d’altri tempi subì l’assedio delle truppe austriache. Forti nella crudeltà di tagliarli gli approvvigionamenti ma incapaci di spogliarlo del suo innato riso. Importava felicità dalle campagne limitrofe attraverso le segrete gallerie carsiche sotterranee al castello. All’ordine del giorno il barone scherniva i malcapitati assalitori abbandonando tra loro frutti evidentemente non di stagione o ceste ricolme di rarità culinarie per quelle circostanza d’assedio. Vino e viveri abbondavano tra le mura del castello e con loro la voce che vi fosse il demonio a spalleggiare Erasmo. Quando ormai l’ingegno stava prendendo il sopravvento sulle barbarie austriache, un vile servitore tradì Erasmo. Ucciso da una pesante pietra e pianto per giorni dalla sua compagna, la romantica storia di Erasmo è fedelmente rappresentata dal ritorto Tiglio che quotidianamente osserva amorevolmente il castello intagliato nel Carso.

Ljubljana luccica di aria natalizia. La neve accenna a cadere lentamente infilandosi silenziosa tra i ciottoli delle strette vie…

Una porta appannata. Druga Violina il nome della trattoria. Entriamo e il caldo ci abbraccia. Scopriremo più tardi che quel caldo non arrivava da una stufa a legno. Era calore umano. Ci sediamo e si avvicina un cameriere. Una persona diversamente abile. Diversamente abile nell’esprimersi a parole ma capace di parlarci con gli occhi. Arrivano i piatti tra le mani di una ragazza con sindrome di Down. Vivo questa situazione con inspiegabile estraniamento. Non posso accettarlo e voglio quanto prima abbattere queste irragionevoli barriere mentali. Mi avvicino. Ridiamo. Parliamo. E chissenefrega del cibo. La aiuterò a sparecchiare. Suonerà musica allegra e io fischietterò felicità sulle sue note. Ci spiegheranno più tardi che la materia prima di quello che abbiamo mangiato viene prodotta in una fattoria dove lavorano prevalentemente persone con disabilità. 

Riconsideriamo quanto più spesso possibile l’importanza del diverso scontrandoci volutamente

con realtà non pre-confezionate.

In questo ristorante non troverete stelle Michelin.

Troverete semplicemente stelle. 

Troverete uno spunto di riflessione. 

Troverete persone a cui la vita non ha sorriso ma che comunque sorridono alla vita. 

Center Draga il nome del progetto.

Druga Violina un concreto esempio di integrazione.

Meno quindici. L’aria fredda al lago di Bled picchia il viso. Camminiamo intorno a quella poesia fatta a isola alla ricerca di un riparo. Qualcuno è arrivato prima di noi, Goran. Lui pittore di strada dalla pittura ghiacciata. Il freddo aveva segnato anche il suo viso ma non fermava la sua arte. La sua profonda visione del mondo.

Mi ritrae in un pugno di minuti dietro a un quadro. Nasconde quel ritratto in una valigia piena di espressioni. Migliaia di istanti su tela. Ride forte. Fuma piano.

Ha studiato in Italia. Ma è tornato nella sua terra perché solo lì vuole incontrare la vecchiaia. Sette chilometri a passo d’uomo percorsi ogni mattina per specchiarsi nel suo fidato lago.

Per rivedersi, riconoscersi e capirsi.

Una quotidianità che scandisce i suoi giorni da tempi quasi dimenticati. Ci lascia il suo indirizzo. Chissà mai passeremo dalle sue parti saremo suoi ospiti ci dice.

Ci liquida. Deve lavorare.

È ora di congelare un’altro istante di lago sulla sua tela.

Ci allontaniamo dal lago di Bled per osservarlo dagli occhi di un volatile. Nell’erto sentiero dai colori autunnali la vita è ghiacciata, immobile. Passo dopo passo l’attesa si trasforma in ascolto. La natura come specchio. Momento di confronto e riflessione. In quel piccolo angolo di foresta rivivo attimi di passato. Grigi sensi di colpa e rigidi sospiri rimbalzano tra un tronco e l’altro come in un flipper. 

Potrei raccontare tanto di questo ricordo.. La sensazione di vuoto di fronte all’infinito. Il nostro soffocato urlo dall’alto del Mala Osojnica.

Ma alla gioia di quel volo non mi sento di aggiungere nulla...

Alla fine, cos’é un uomo nella natura?

Sogno correnti. L’inesorabile flusso dell’acqua. Ipnotico e meandriforme. Turbolento borbotta tra le pareti scolpite dalla maestria del fiume Radovna. Le pareti verticali dei monti Hom e Boršt a cornice dell’ennesima meraviglia slovena: le gole di Vintgar. Cascate, mulinelli e rapide. Un poemetto bucolico alla soglia delle Alpi. Passerelle di legno sospese a mezz’aria ondeggiano sul fiume Radovna. Il verde multiforme del bosco limitrofo a specchiarsi sulle sfumature smeraldine dell’acqua. Una leggera nebbia avvolge i tredici metri di canto della cascata Šum. 

Idillio?

Verosimilmente sì! 

 I nostri occhi non hanno ancora incrociato le gole di Vintagar. 

Ma presto o tardi le scopriremo nel seguire e inseguire queste briciole di sogni per tradurle in realtà.

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