CONTRADE, CAVALLI E STENDARDI:

CHE IL PALIO ABBIA INIZIO!

Lo scoppio del mortaretto. Un frastuono. Un brivido. La realizzazione della fine del Palio.

Contradaioli che corrono. Alcuni si fronteggiano, altri in lacrime si abbracciano. 

E tu non sai cosa fare, non sai dove guardare, hai il cuore che ancor batte...

un minuto e qualche altra galoppata di storia.

Il Palio e la sua città.

Il benvenuto in quel di Siena arriva direttamente dalla Contrada dell'Istrice. Una bianca bandiera con arabeschi neri, blu e rossi danza su Porta Camolia. Capannelli di contradaioli nei vicoli bisbigliano. Si parla ovviamente dell'imminente carriera. Soffiate sulle sorti del Palio, accurate valutazioni delle prove dei giorni precedenti. Più ci avviciniamo alla Piazza più il clima sale. Superiamo la Contrada della Lupa, fiancheggiamo il Drago, l'Oca e la Civetta. Scendiamo quindi una lieve scalinata. Larghe scale pensate per cavalli. Passiamo sotto i palchi e per un momento il fiato vien meno. Stiamo calpestando il tufo della pista.

Ci guardiamo intorno. Siamo in Piazza del Campo. 

L'orologio della Torre punta le 12. Alcune persone sono già posizionate. Ma è ancora presto. Usciamo dalla Piazza in silenzio. Incrociamo sguardi accesi di contradaioli. Facce pallide...l'adrenalina aumenta. Ci dirigiamo verso il Duomo. Guardiamo la sua facciata affiancata dalle bandiere di Contrada. Religione e Contrada galoppano insieme in questa città fatta a conchiglia. Proseguiamo nella strada che costeggia la scalinata d'entrata al Duomo ed entriamo nella Contrada della Selva. Appena giù dalla discesa che si apre alla nostra sinistra ci aspetta un vecchio amico. Un "omo" di Contrada che prepara panini per poche monete e ti offre sempre un bicchier d'acqua e un bel sorriso. In una parola, autentico. Ricordo quella piccola matita infilata tra capelli e orecchio e una battuta sempre pronta. La sua affettatrice sfreccia sui salumi toscani e tempo di mangiarsi un panino e siamo di nuovo in Piazza. Di contradaioli nemmeno l'ombra. La solennità del Palio inizierà tra qualche minuto. Corro in Contrada. Nella mia Contrada. In disparte mi mangio un mandarino sotto un'archetto che mi ripara dal sole. Arriva il cavallo. Il silenzio è religioso. Il cavallo entra nella chiesa di Contrada. ''Và e torna vincitore''...questa la benedizione del sacerdote. Il cavallo esce di chiesa e l'inno di Contrada esplode tra i vicoli. La tensione viene sputata fuori sulle note di un canto che per un contradaiolo significa appartenenza. Famiglia. 

È ora di ritornare in Piazza. Mancano diverse ore al Palio ma lo vogliamo vivere con il petto sullo steccato. Prendiamo posto di fronte alla curva di San Martino. Intorno a noi tanti fazzoletti blu. Siamo tra i contradaioli del Nicchio. Il caldo cresce, la stoffa della maglia si attacca sulla schiena. Nessuno ha un posto fisso in quella piazza.

"Solo Gesù Cristo si è preso un posto e l'ha tenuto per il resto dei secoli...". Parole che escono da una bocca capace di raccontarci di più del Palio e della sua Nobile Contrada del Nicchio. Inizia il Corteo Storico. Sfilano mazzieri, tamburini e comparse. Alfieri lanciano lassù, quasi a toccare il cielo, le proprie bandiere. Rullano tamburi, vibrano emozioni. Passa il Carroccio, simbolo della libertà comunale, con il Drappellone di questa carriera. Immensi buoi trasportano il peso simbolico di quel Cencio. Ogni contradaiolo sventola il proprio fazzoletto per scaramanzia. Scoppia il mortaretto!

I cavalli escono dall'entrone del Palazzo comunale e un mantello di silenzio ricopre la piazza. Il mossiere leggerà l'ordine di allineamento ai canapi. I barberi hanno già deciso insieme alla sorte quale cavallo darà inizio a questa carriera. In questo silenzio volano piccioni. E il loro battito d'ali si percepisce. Un suono leggero spezza quell'incredibile silenzio.

"Chiocciola!" e un angol di piazza urla gioia. 

Giraffa!Selva! Lupa! Torre! Tartuca! Civetta! Drago! Nicchio! Oca! 

Vengon lette nell'ordine di partenza le 10 contrade. È tutto pronto. Uno dopo l'altro i cavalli si infilano davanti al canape anteriore. Tutti tranne uno. Lui, Sorighittu, darà la rincorsa e il Palio avrà così inizio.

Si parte. Ma la mossa è falsa. Contrattazioni tra fantini, urla di contradaioli. Mani che sudano freddo. La tensione è percepibile. Si ricomincia. Gli allineamenti saranno ripetuti per ben 5 volte. I cavalli uno a fianco all'altro. Pelle contro pelle. Il canape cade e il Palio ha inizio.

Chiocciola prima al San Martino. Cadono i fantini di Oca, Lupa e Torre. Galoppate portano alla fine del primo giro. Il palio prende vita e forma. La Civetta passa prima ma va a sbattere sui materassi al secondo San Martino. Prende la testa la Tartuca ma poi cadono al Casato i fantini della Giraffa, della Chiocciola e della stessa Tartuca.

Tutt’uno col cavallo solo Tittia del Nicchio.

È l'ultimo giro. Volano cavalli sul tufo battuto. Le ultime curve per un cavallo scosso che galoppa solitario tra le urla della folla. Un cavallo che senza il suo fantino sa comunque cosa deve fare in quella piazza. Vola. Libero. Supera il bandierino e scoppia il mortaretto. Un cavallo senz'omo sul dorso ha vinto questo Palio. 

Usciamo a fatica dalla piazza. La gente è tanta, le emozioni ancor di più. Diviene difficile farsi spazio tra felicità, delusione, rabbia e lacrime. Le lacrime di gioia di chi non vinceva il Palio da 8 anni. I colori del giallo e del blu sventolano mossi dall'orgoglio di una Contrada in festa. La Contrada della Tartuca.

Il ricordo di questo giorno si tramanderà per gli anni a venire. 

Di madre in figlia. Di contradaiola in contradaiola.

E così la magia della Contrada continuerà a vivere. 

 

Vivere il Palio con la consapevolezza di non capirlo appieno non è cosa facile. Solo un senese ne può vivere le impercettibili sfumature. Il Palio ha una storia. Il Palio è la storia di Siena. 

Ma posso dire che tornerò. Tornerò per poter aggiungere ogni volta un piccolo pezzetto a questo mosaico di emozioni. 

Chissà mai se leggerai queste righe, ma tu, contradaiolo del Nicchio che mangiavi bustine di zucchero per combattere l'agitazione della Carriera, hai svoltato la mia concezione del Palio.

Posso dire di aver superato il mio primo San Martino.

Un grazie va a te!

E un grazie va a Siena.

Viva il Palio e viva Siena! 

I CONSIGLI DI BABELE

Ma facciamo un passo indietro per permettervi di arrivare a vivere nel migliore dei modi questa giornata. 

È da diversi anni ormai che per il Palio raggiungiamo Siena. Lasciamo la macchina al parcheggio della stazione (parcheggio La Stazione) dove per soli due euro la nostra carrozza è al sicuro e a due passi dalle mura della città. Magari non proprio due.. più o meno quattro passi e sarete a porta Camolia. Sul percorso per Piazza del Campo incontrerete un'istituzione cittadina: non parliamo della banca Monte dei Paschi bensì della caffetteria Nannini. Un caffè e un dolcetto toscano vi aiuteranno per il lungo pomeriggio che vi aspetta. Vagate per le vie cittadine nelle ore prima del Palio e respirate l'aria delle diverse contrade. Per un pranzo da pochi denari e d'impagabile qualità andate al Bóccon di Bòcco. Alberto ha mani fatate. Panini tostati straripanti di salumi toscani conditi con un filo d'olio e una ventata di pepe. Idratatevi per bene ma attenzione.. una volta dentro alla conchiglia non vi è modo di uscirne per impellenti necessità. E come si suol dire... a buon intenditore poche parole.

A pancia piena dirigetevi nella "vostra" Contrada per prender parte alla benedizione del cavallo. Siate rispettosi e non unitevi ai contradaioli accedendo alla chiesa di Contrada. È un momento così delicato e sentito che non merita di essere macchiato dalla presenza di occhi curiosi. Aspettate fuori. Vi garantiamo che vivrete ugualmente un'esperienza difficilmente dimenticabile. Si è fatta l'ora di andare verso la conchiglia. Se volete assistere alla carriera in "prima linea" non entrate in Piazza più tardi delle ore 15. Fin quando non avrà inizio il Corteo Storico si potrà accedere alla Piazza da ogni ingresso.

Con l'inizio del Corteo resterà aperta solo via Duprè. 

Il sole picchierà forte sulle vostre teste per svariate ore. L'attesa sarà lunga. Vi potrete dissetare dalla fontana della piazza e vivere l'attesa ascoltando i bisbigli della Piazza.

Aspetterete per ore l'uscita dei cavalli dall'entrone. Da quel momento il tempo galopperà sulla vostra adrenalina.

Non vi spieghiamo come assistere al Palio dai palchi, dalle terrazze o dalle finestre. 

Il Palio va vissuto. E solo la Piazza sarà in grado di trasmettervi l'intatta magia della carriera.

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